Chi Siamo

Sulla piazzetta del paese, i piatti dai sapori toscani genuini sono ognuno il pezzo di una storia, raccontata da Massimo Giovannini, l’oste innamorato del biologico.

“I piatti vanno spiegati non perché il cliente non sa scegliere ma perché ognuno è il pezzo di una storia, che si forma un po’ per volta. Se dico solo spaghetti dei carbonai, pasta antica e pan del garzone che si capisce? Nulla.” Parola di Massimo Giovannini, l’oste che accoglie gli ospiti con un sorriso, un cestino di pane sciocco fatto con la farina macinata a pietra e cotto nel forno a legna, e la sua parlata toscana. Si entra in casa contadina della prima metà del ‘900, arredata in maniera rustica, con le cassette di legno appese alle pareti e utilizzate come mensole: sono cambiate solo le luci e poco altro, si mangia tra le botti e i fiaschi di vino, parte della casa e della storia di cui parla il proprietario. Il menu appartiene ai famosi “altri tempi”: la cucina contadina della Val di Chiana è realizzata con prodotti casarecci che mantengono i sapori della tradizione, freschissimi e di stagione, molti autoprodotti dalla famiglia Giovannini che coltiva da vent’anni in maniera biologica – e Massimo ci tiene moltissimo che si sappia – le verdure, gli ortaggi, i legumi e le erbe aromatiche che arrivano direttamente in cucina per essere proposti con la massima genuinità. Da quest’anno Massimo si è innamorato anche delle api: dopo aver conosciuto un’associazione di apicoltori aretini e aver frequentato un corso con loro, si è portato a casa due arnie e ha cominciato una nuova avventura. I pezzi di storia che arrivano sulla tavola sono i maccheroni con l’ocio, gli gnudi, i pici con la nana, le pezze della nonna, l’oca della madia e vezzaioli, il collo d’ocio al forno, che riempirebbero un intero libro di storie, aneddoti e persone. Nessuna fretta alla Vecchia Rota, ci si può anche fermare a dormire sopra all’osteria, come una volta, in quattro belle camere, in realtà deliziose suites dai prezzi assolutamente modici, per godere la vita di paese il più a lungo possibile. O per partire ogni giorno alla scoperta della valle dove vive il bue più grande del mondo, la mitica Chianina, da gustare nel modo più succulento possibile al rientro serale, ascoltando un’altra storia.